TIZIANO CAMPI / SAURO CARDINALI

 

 

 

Dal 29 Ottobre al  25 Novembre  2017                       

Inaugurazione Domenica 25 Ottobre ore 18.00

 

 

 

La doppia personale che Surplace presenta in questa occasione nasce dai rapporti consolidati di amicizia e collaborazione tra i due artisti, Tiziano Campi e Sauro Cardinali, accumulati dall’interesse per un’arte che sa raccontare al di là dell’apparenza delle cose.

L’opera di Tiziano Campi è caratterizzata da una grande apertura alle costruzioni metaforiche, materiali trattati con saggezza plastica e concettuale,

Campi presenta "Quattro stagioni", una composizione di numerose tele in cui è raffigurato un alberello, la cui chioma è costituita da un pezzetto di sapone consumato dall’artista o da suoi amici e il tronco dipinto ad acquerello. Due forme che idealmente hanno in comune l’idea di sciogliersi. Le stagioni hanno qui un suo perché e si distinguono dalla palette dei colori che le richiamano, ad esempio l’inverno presenta alberi con la chioma di sapone bianco e così via con altre associazioni di calore/calore. Altra opera è “Il pisello sulla principessa” anche qui una metafora presa in prestito dalla letteratura per raccontare la misura del cose invertendone misura e senso, per giocare sottilmente giusto tra le righe del significato.

Sauro Cardinali attraverso un lavoro con i materiali sempre protagonisti e con le tecniche compositive indaga gli aspetti nascosti dei rapporti tra individuo e le azioni corali, collettive, unendo pubblico e privato, forma e pensiero, da cui emergono come in un fiume carsico, senso e contenuto e una profonda riflessione sulla natura dell’immagine. L’opera formalmente si apre a suggestioni psicologiche veicolate da una forma precisa, una formalizzazione che a volte cela un’altra forma che la richiama, una ripetizione differente di moduli ritmici quasi musicali, che si aprono alla dimensione temporale, che è quella dello sguardo e della percezione ghestaltica che percorre l’opera, ma sopratutto dell’umore quasi proustaino di un significato che va oltre - giustamente hanno scritto di “trappole semantiche” - che emerge nella nostalgia e in una suggestione di un pensiero fondante il senso l’opera, ancorato a temi e preoccupazioni esistenziali. Cardinali presenta delle forme fredde, scientifiche, spazi illusori che traducono e nascondono parole sopite, strutture segniche astratte che rivelano archetipi e intimi pensieri. In mostra due opere che raccontano tempi diversi, “Rococò” (1988) in cui la forma è allusiva e nasce dalla piegatura di un rettangolo tagliato in parte sulle sue diagonali, una forma “trovata” nel ritmo dialettico tra natura e artificio e “Notte” (2003) in cui la parola si scompone per effetto di un doppio movimento. Il primo è quello della scrittura, una importante parte dell’operatività di Cardiali, su una superficie fatta di tanti bordi serrati, il secondo l’asportazione di una parte di materia in corrispondenza della scrittura. Il riavvolgimento del nastro sottrae così la parola alla leggibilità per riportarla allo stato di puro segno.